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Storia di Exuma - L'Emancipazione

Storia di Exuma
Gli Indiani Lucayan
I Lealisti Americani
Il Fallimento della Cultura del Cotone
L'Emancipazione
L'Indipendenza

In coincidenza con il declino delle piantagioni di cotone, il movimento abolizionista cominciò a farsi strada in Inghilterra, conducendo così al quarto evento che avrebbe condizionato il futuro di Exuma: l'emancipazione degli schiavi.

Sin dall'inizio della prima decade del 1800, il parlamento inglese cominciò ad emanare disposizioni che limitavano la tratta degli schiavi, assicurando loro un certo numero di diritti.

La maggior parte di queste misure, cui si opponevano strenuamente le colonie delle Indie Occidentali, furono ratificate con riluttanza dall'Assemblea Generale delle Bahamas, senza essere applicata con la forza.

Ma il movimento d'opinione a favore dell'abolizione della schiavitù continuò a crescere con risultati prevedibili, quali ad esempio alcune rivolte degli schiavi (quale quella del 1829 nella piantagione Rolle) al punto che nel 1833 il Governatore Smythe dovette inviare 55 soldati ad Exuma per riprendere in controllo della situazione.

Lo stesso anno l'Emancipation Act, che sanciva definitivamente l'abolizione della schiavitù, veniva approvato dal Parlamento Inglese.

L'Assemblea Generale delle Bahamas si rassegnò all'inevitabile ed approvò le leggi di emancipazione degli schiavi. Il 1° agosto del 1834 iniziò un periodo transitorio che portò, nel 1840, alla liberazione definitiva di tutti gli schiavi.

Questo periodo di transizione fu estremamente difficile da amministrare, al punto che già nel 1838 tutti gli schiavi erano già praticamente liberi.

A questo punto i vecchi possedimenti Lealisti ad Exuma erano ormai praticamente in rovina. La fine della schiavitù cancellò ogni speranza di ripresa dell'economia agricola sull'isola quando la maggior parte dei discendenti delle vecchie famiglie Lealiste avevano ormai abbandonato Exuma o ernao morti.

Solo pochissimi rimasero, come è possibile dedurre dal fatto che ancora oggi alcuni degli abitanti di Exuma vantano origini che risalgono fino a Nicholas Almgreen.

Gli schiavi ora erano liberi, ma erano essenzialmente abbandonati a se stessi su una terra arida ed improduttiva, non sapendo fare praticamente nulla a parte i contadini.

In queste condizioni di mera sopravvivenza molti avevano assunto il nome dei vecchi padroni, continuando a coltivare la terra per provvedere almeno alla propria sussistenza.

Sin da quando Lord John Rolle era di gran lunga il più grande proprietario terriero e di schiavi di Exuma, il suo nome è stato adottato e tramandato con orgoglio da moltissimi abitanti dell'isola al punto che un terzo della popolazione attuale porta ancora quel cognome.

I titoli di proprietà della maggior parte degli appezzamenti agricoli si persero nella confusione, ma o per eredità, o per compravendita, o in regalo o per altri motivi la quasi totalità dei terreni divenne proprietà degli schiavi e dei loro discendenti.

E' veramente un tributo alla forza degli abitanti di Exuma che hanno resistito nel secolo successivo, crescendo le loro famiglie e provvedendo alla propria sussistenza anche con l'aiuto del governo coloniale.

Solo dopo la seconda guerra mondiale il turismo cominciò a diventare una fonte di reddito per l'isola, all'aumentare delle persone che dagli Stati Uniti e dall'Europa cominciavano ad apprezzarne bellezze e vantaggi..

Ciò permise la crezione di molti posti di lavoro e la nascita di molte aziende, con l'avvio di un periodo di lenta ma stabile crescita economica.

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